Una chiesa rinata dalla frana
Le fonti ricordano che tra il 1298 e il 1310 un movimento franoso fece crollare l'edificio originario. La comunità ricostruì la chiesa nel sito attuale, più stabile, conservandone la memoria e la dedicazione.
Il risultato è un impianto singolare: la larghezza supera la lunghezza, quasi che la chiesa si fosse allargata per accogliere l'intero borgo.
Tra mare e costa ligure
Dal sagrato lo sguardo scende sugli uliveti terrazzati fino a Bonassola e alla costa che corre verso Levanto e Punta Mesco: un paesaggio costruito dalla fatica dei muretti a secco.
L'interno e le opere
L'interno è a tre navate. Spicca la scultura lignea dell'Assunta, riferita alla scuola di Anton Maria Maragliano, il grande scultore genovese del Settecento: memoria dell'antica intitolazione a Santa Maria Assunta.
Sull'altare si conserva la pala con il Martirio di San Pietro, mentre le pareti e la volta sono decorate da affreschi dei primi anni del Novecento.
L'organo di Reggimonti. Lo strumento è collocato in controfacciata, sopra il portale d'ingresso principale, racchiuso all'interno di una cantoria lignea dipinta e vistosamente decorata.
La trasmissione è interamente meccanica, tipica della tradizione ottocentesca della bottega Paoli, e garantisce il collegamento diretto tra tasti e ventilabri. Il materiale fonico conserva l'impostazione classica che i Paoli ereditarono dalla scuola pistoiese (Agati-Tronci), caratterizzata da file di ripieno separate e da registri da concerto tipici, quali flauti e cornetti, e registri espressivi ad ancia o ad anima come la Voce Angelica.
L'organo non è nato per questa chiesa: fu acquistato e trasferito a Reggimonti nel 1936 provenendo dal Santuario di Chiavari (GE) intitolato a Nostra Signora dell'Ulivo.
Necessità di manutenzione straordinaria. L'organo presenta perdita d'aria dei mantici a causa del deterioramento delle pelli animali, che provoca l'abbassamento della normale pressione d'esercizio; per questo parecchie canne corrispondenti alle voci più gravi non riescono a suonare.
Il restauro della statua lignea dell'Assunta. L'opera d'arte mobile più preziosa conservata all'interno della chiesa non è un dipinto su tela, ma una splendida scultura in legno raffigurante la Madonna Assunta, attribuita alla celebre scuola dello scultore barocco genovese Anton Maria Maragliano (1664-1739). L'intervento di restauro conservativo della statua è stato inserito come priorità assoluta dal comitato parrocchiale nella finestra 2027-2028.
Campane
Campane: concerto di quattro elementi, intonato sulle prime altrettante note della scala di LA bemolle 3 maggiore.
1ª campana: nota LA bemolle 3; realizzazione: ENRICO PICASSO & FIGLI, AVEGNO (GE), anni '50 del '900; massa: kg 400 circa.
2ª campana: nota SI bemolle 3; realizzazione: F. PICASSO F. (la fonderia si trovava a Recco), 1870; massa: kg 300 circa.
3ª campana: nota DO 4; realizzazione: ENRICO PICASSO E FIGLI, AVEGNO (GE), anno 1927; massa: kg 207 (*).
4ª campana: nota RE bemolle 4; stessa realizzazione della 3ª campana: ENRICO PICASSO E FIGLI, AVEGNO (GE), anno 1927; massa: kg 167 (*).
(*) Indicazioni precise della massa fornite dal maestro Luca Brignole, che ha svolto ricerche d'archivio.
